Il Castello D’Evoli

Please specify a Flickr ID for this slideshow

“…E a proposito di questo immenso palazzo, dopo ispezione locale, e dopo accreditate tradizioni, torna acconcio rammemorare esser sito all’estremo di questo abitato, in contrada Leone, o Palazzo per antonomasia. Si eleva sui ruderi del primitivo Castello dopo una spianata a seguito delle case agglomerate dell’abitato in rione Leone. Percorso tale spazio, un portone ne dà l’ingresso. Dopo pochi palmi in salita si presenta un secondo portone più piccolo. In prima entrata a sinistra, sotto l’atrio coverto, vi è camera per le guardie. Si entra in seguito in un gran cortile simmetrico, cui d’intorno si accede a fondaci, e cantine, stalloni e stalle, e cisterne, non senza speciali entrate ai quarti, e quartieri, ben disposti per fattori, erari, agenti, guardiani, e bassa corte, e per tutti poi i dipendenti di una grande stanza a focolaio, per comune riscaldamento.

Si sale, di sopra, al quarto nobile, mediante ampia ed elegante gradinata, che, dopo ben largo riposo, immette in una gran sala, resto dell’antico Castello, cui dappresso segue altra più piccola; e poi lo studio in due stanze, con di dietro l’armeria, e poi la cappella, ed il riposto; seguendo alla parte di Oriente una fila di stanze, che formavano il quarto detto del Signore, specialmente decorato nelle mira ricoverte con damaschi e splendidi arazzi in seta, e con gli usci a lucida biacca con dorature; e con all’estremo da un lato il loggiato, ed all’altro lato un ampio balcone, che dà luce a splendida stanza, senza enumerare i diversi camerini di servizio. Al lato opposto, ossia a mezzogiorno e a tramontana si veggono molte altre stanze, suddivise a quarti e quartini; un di essi si chiama tuttora il quarto del Vescovo, perchè veniva abitato dal Vescovo di Trivento, che parente del Barone, veniva qui a trattenersi a lunga dimora. Le stanze quasi tutte a volta; con poche a soffitte, fra le quali ultime si distingueva quella della gran sala, opera a cassettone rinomata.

Nelle finestre, o nelle porte interne vi è profusione di travertino lavorato, con al di sopra degli architravi gli stemmi rilevati di famiglia, da ogni parte poi vedonsi li miri larghi e solidissimi; onde ben a ragione l’edifizio è a considerarsi un palazzo fortificato. Travavasi abbondandemente e nobilmento arredato; ma caduto in amministrazione giudiziaria venne tutto denudato e poi venduto.”

Michele Antonio Borsella (1818-1905)

 

icon-car.pngKML-LogoFullscreen-LogoQR-code-logoGeoJSON-LogoGeoRSS-LogoWikitude-Logo
Castello D'Evoli

Caricamento delle mappe in corso - restare in attesa...

Castello D\'Evoli 41.622244, 14.562979 Secondo fonti storiche degne di fede, il castello fu costruito da Giovanni D’Evoli, intorno al 1360, in prossimità della chiesa di Santa Maria, vecchie torri e altre costruzioni preesistenti. Nobile di origine normanna, già barone di Frosolone, fu iniziatore di una larga e fiorente industria armentizia, attività alla quale restò fedele la famiglia per tutto il periodo feudale durato circa 5 secoli. La scelta del sito fu determinata da ragioni di ordine militare relative al controllo del tratturo Lucera Castel di Sangro e della valle del Biferno. Nel corso dei secoli subì una serie di interventi di ampliamento, il più importante dei quali fu portato a termine nel 1636 da Giambattista D’Evoli. Fino al periodo antecedente la prima guerra mondiale, era ancora agibile, ma crollato il tetto rapidamente rovinò e fu ridotto allo stato di rudere.

 

VISITA IL CASTELLO:

SIST (Sportello Turistico e Servizio Informatico) Comune di Castropignano

Raffaele SARDELLA 3358072840 oppure 0874/503132 (Comune)

bisogna prenotare la visita con almeno 24 ore di anticipo

 

Tags: , , ,

No comments yet.

Leave a Reply